Roberto Cassinelli e la “salva blog”

Il senatore del PDL Cassinelli si è fatto garante della battaglia contro la legge Levi che prevedeva una sorta di registrazione obbligatoria per ogni blog, a dimostrazione della volontà di controllare anche l’ultimo mezzo di informazione che per ora non può essere monopolizzato da i soliti noti. Questa nuova proposta sembra ricalcare tuttavia il solito sistema, figlio del connubio tra destra e pseudo-sinistra: la sparo grossissima, la gente si incazza, propongo un’altra legge meno schifosa dell’altra, la gente accetta pur di non avere il male peggiore, così ottengo ciò che volevo e passo per il salvatore.
QUI potete scaricare il testo originale del deputato Cassinelli, QUI potete leggere sul suo blog ciò che intende fare e i commenti (pochissimi perchè in stragrande maggioranza filtrati (per non dire censurati)). Vengono accettati commenti e suggerimenti sulla proposta di legge, ma il parere del cittadino non ha la garanzia di diventare pubblico, nè tantomeno ha possibilità di essere fonte di dibattimento vista la grandissima difficoltà a far comparire un messaggio sul blog del suddetto.
Di mio ho mandato una mail, un commento sul blog e ho tentato senza successo di aggiungere l’Avvocato su facebook per avere un contatto più diretto.
Pubblico la mia mail così da rendere pubblico ciò che penso di questa legge, spero poi di vedere nei prossimi momenti il mio commento firmato Anywhere88 sul blog.
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MAIL del 22/11/2008 a salvablog@robertocassinelli.it:
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Oggetto:Critica costruttiva… speriamo‏
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Caro Roberto,
a fronte dei milioni di insulti che probabilmente riceverai volevo cercare di essere il meno distruttivo possibile e farti notare qualche incoerenza nel tuo ddl (che ho voluto leggere prima di arrivare a qualsivoglia conclusione).
Il principio che ti muove, a quanto dici, è molto nobile: aggiornare una legge fatta quando internet ancora non esisteva ed evitare qualsivoglia dannosa interpretazione sulla natura della rete.

Ora, le tue parole sono: “Lo scopo di tale proposta è quello di cancellare definitivamente ogni obbligo di registrazione per tutti i blog, le comunità virtuali ed in generale per i siti amatoriali. L’obbligo, invece, non è cancellato per i giornali on-line gestiti in modo professionale.”

E già mi sono detto… giornali on-line gestiti in modo professionale… andiamo a vedere cosa intende per “giornali on-line gestiti in modo professionale”.
Cito:

a) il gestore o gli autori delle
pagine sono riconducibili a testate per le quali si appli-
cano le disposizioni di cui all’articolo 5 della legge 8
febbraio 1948, n. 47, o sono legati ad una di esse da
vincoli professionali;

Quindi il giornalista che vuole approfondire un suo articolo o scrivere qualcosa che sul giornale per cui lavora non potrà mai finire dovrebbe fare registrare il suo blog come giornale online? Il buon senso dice di no: è una pagina personale, opinioni personali, perchè deve pagare il fatto che fuori dalla rete lavora per un giornale? Dovrebbe dimettersi per poter dire qualcosa magari di scomodo?

“Il prodotto editoriale pubblicato sulla rete internet è
sottoposto agli obblighi previsti dall’articolo 5 della
legge 8 febbraio 1948, n. 47, se … b) il gestore o gli autori delle pa-
gine ne traggono profitto; … d) l’intestazione delle pagine riporta diciture che
le rendano analoghe o simili a prodotti editoriali svi-
luppati su supporto cartaceo per i quali si applicano le
disposizioni di cui all’articolo 5 della legge 8 febbraio
1948, n. 47, (“quotidiano”, “periodico”, “settimanale”,
“mensile”, “rivista”, “giornale” ed altre diciture che, nel
linguaggio comune, abbiano simile significato; … f) il gestore o gli autori
delle pagine percepiscono compensi periodici o saltuari
per la propria attività di gestione o redazione delle
stesse; g) il gestore o gli autori delle pagine vendono
direttamente, o comunque percepiscono compensi cor-
relati alla vendita di inserzioni pubblicitarie all’interno
delle pagine medesime.”

Credo che il vero nodo da sciogliere sia su chi deve pagare delle tasse su queste attività (è esatto?), visto che una legge sulla diffamazione già c’è (e per un attimo non voglio pensare che sia un modo per imbavagliare la rete, visto che QUALCUNO non la può controllare).
Tuttavia mi chiedo se i blog tu li frequenti davvero, il perchè si dovrebbe capire da solo: a quanto scrivi il povero cristiano che nel tempo libero scrive sul suo blog opinioni e articoli sui più svariati temi, rimane fregato appena mette a disposizione la possibilità di ricevere donazioni, o qualche google adsense, o qualche banner di siti partner, o appena mette nel titolo del blog la parola “quotidiano”; cosa dovrebbe fare? Iscriversi in qualche lista e pagare puntualmente una tassa?
Il problema che poni è importante, a fronte di uno sviluppo sempre maggiore di internet e delle sue potenzialità è giusto che chi svolge attività professionali possa pagare i giusti contributi allo Stato sulle sue opere. Ma è una cosa che va discussa in maniera estremamente approfondita.

In concreto ti propongo, se davvero sei in buona fede:
1-comincia con il liberare ALMENO il meccanismo delle donazioni dall’elenco dei “profitti”;
2-lascia stare il povero giornalista che trova su internet lo spazio per dire ciò che sui quotidiani ufficiali non potrebbe mai dire.
3-Astieniti dal presentare ddl che abbiamo visto con che facilità divengono legge in questo periodo Veltrusconiano e discutine prima con noi che con il parlamento.

PS: l’email è un sistema troppo “chiuso” per discutere apertamente di questa cosa (così come i commenti sugli interventi del tuo blog che mi pare di aver capito necessitino di preventiva approvazione), ti consiglio di aprire un post magari su un forum, in modo che chiunque possa dare il suo contributo senza che il suo commento debba essere filtrato e approvato prima della pubblicazione.

Sperando che tu sia davvero in buona fede… buon lavoro.

Anywhere