Script enable/disable access point wireless per Netgear DG834Gv4

Mi sono sempre chiesto se ci fosse un modo per attivare e disattivare l’access point wireless del mio router Netgear DG834G v4 in maniera immediata, senza passare attraverso l’interfaccia web. Inizialmente mi sono indirizzato verso l’interfaccia telnet (di default non abilitata sul router), sperando in un qualche comando che permettesse di raggiungere lo scopo, ma l’assenza assoluta di una documentazione a riguardo e lo scarso successo di altri che cercavano di arrivare allo stesso risultato mi hanno presto fatto desistere.
Mi sono quindi cimentato a scrivere un piccolo script in Python che in combo con un file batch ad hoc mi ha permesso, direttamente da desktop, in pochi secondi, di poter modificare lo stato dell’access point. (Più avanti il link per il download)

Anzitutto sono andato a vedere cosa “si dicono” il browser e l’interfaccia web del router durante le operazioni sulle impostazioni, analizzando i pacchetti scambiati con Wireshark è venuto fuori che si trattava di semplici comunicazioni HTTP (quindi GET e POST), in particolare clickando sul tasto applica nella finestra delle impostazioni del wireless si capisce che l’applicazione delle impostazioni non è altro che un comando POST con il quale vengono passati tutti i valori al momento selezionati. La stringa in questione si presenta come (tutto su una riga):

ssid=anylan&WRegion=Europe&w_channel=11&wire_mode=gb&ssid_bc=ssid_bc&security_type=4&wpakey=XXXXXXXXXX&save=Applica&h_WRegion=Europe&h_w_channel=11&h_wire_mode=gb&h_enable_ap=disable&h_ssid_bc=enable&h_wire_iso=disable&h_security_type=3&todo=save&this_file=wire_wpa.htm&next_file=wire_wpa.htm

nel caso si stesse disabilitando il wireless, e invece (tutto su una riga)

ssid=anylan&WRegion=Europe&w_channel=11&wire_mode=gb&ssid_bc=ssid_bc&security_type=4&wpakey=XXXXXXXXXX&save=Applica&h_WRegion=Europe&h_w_channel=11&h_wire_mode=gb&h_enable_ap=enable&h_ssid_bc=enable&h_wire_iso=disable&h_security_type=3&todo=save&this_file=wire_wpa.htm&next_file=wire_wpa.htm

se si stava inviando il comando di abilitazione.
Come si nota l’unico cambiamento è il parametro h_enable_ap che passa da disable a enable, nulla di trascendente. Con lo script in Python non si fa altro che inviare rispettivamente un messaggio di POST con l’una o con l’altra stringa, insieme a un po’ di headers per rendere la richiesta meno anonima (in particolare, per andare sul sicuro, ho riportato pari pari tutti i dati che firefox invia, quindi user agent, keep-alive… ma soprattutto i dati di autenticazione, altrimenti dal server arriveranno solo risposte di accesso non autorizzato).

Qui potete scaricare lo script e il file batch. Il primo va messo nella cartella di installazione di Python (che potete scaricare da qui), il secondo sul desktop. Andate nel file batch e modificate eventualmente la posizione del file di script e dell’eseguibile Python (se dovessero essere diversi dal mio caso) e nello script impostate i dati in modo che si adattino alla vostra configurazione, in particolare indicate:
- IP del router (solitamente 192.168.0.1)
- Porta di accesso al router (solitamente 80)
- User e password di accesso scritto nella forma user:password (di default sarà admin:password se non l’avete mai cambiata)
- La stringa da mandare con messaggio POST, se volete potete stare a modificare quella che ho postato, ma non escludo che a seconda della versione del router o anche solo del firmware installato o della lingua possa cambiare qualcosa, quindi vi consiglio, anche per evitare danni, di provvedere da voi a recuperare quel comando ricorrendo magari a una estensione firefox come HttpFox (se non volete stare a installare un analizzatore di pacchetti), osservando il messaggio POST inviato al click su “Applica” nella pagina delle impostazioni dell’access point wireless (dovrete modificare almeno un’opzione, altrimenti non verrà inviato nulla al click su “Applica”).

Se doveste notare che lo script invia più volte il comando al router, questo può essere normale, in particolare se non è aperta una sessione di login con il router, questo a una prima richiesta risponderà “accesso non autorizzato”, solo alla seconda richiesta (inviata sempre con user e password per l’autenticazione) la richiesta verrà presa in carico.

Se qualcuno dovesse trovare un sistema più elegante o avesse qualche domanda mi faccia pure sapere ;)

Digsby: aggregatore di chat, social network e mail

Torno a scrivere sul blog dopo una discreta latitanza per segnalare un’applicazione che ho trovato davvero fantastica: Digsby
Tempo fa avevo parlato della possibilità di utilizzare come home page iGoogle che tramite widget consentiva di gestire dalla stessa pagina web una miriade di servizi, ora con Digsby abbiamo tutto concentrato in un unico programma: un sistema per aggregare insieme servizi di instant messaging (AIM, MSN, Yahoo, ICQ, Google Talk, Jabber, e Facebook Chat), mail (Hotmail, Gmail, Yahoo Mail, Hotmail, AOL/AIM Mail, e supporto a IMAP e POP), social network (Facebook, Twitter, MySpace e LinkedIn).

A livello di chat vengono offerte funzioni di base, emoticon standard, interfaccia blanda, condita però da trasferimento file, chat di gruppo e video chat (quando supportati dal protocollo), con le finestre di chat che sono le stesse per i vari account a cui si può essere connessi contemporaneamente (per esempio si conversa tranquillamente sulla chat di facebook e su msn su finestre identiche e allo stesso tempo).

La cosa migliore è proprio avere tutto sotto controllo allo stesso tempo, con popup che segnalano aggiornamenti su facebook o nuove mail in arrivo, leggere l’oggetto e il mittente direttamente dal programma (ed eventualmente cancellarle senza muoversi da lì) o aprirle con un click nel browser.

Sito Digsby

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Installazione di Ubuntu 10.04 beta 2 da pendrive USB e soluzione errori minori

(Le seguenti indicazioni sono riferite a Ubuntu 10.04 Lucid Lynx BETA2, tuttavia dovrebbero essere valide senza cambiamenti anche nella RC e versione definitiva)

Ebbene sì, per motivi di tempo e per curiosità, dopo un abbandono che durava ormai da parecchi mesi, torno a usare Ubuntu. Devo dire che questa nuova versione è particolarmente scattante e diviene ancor più user friendly rispetto al passato (ero rimasto alla cara 9.04 che mi aveva fatto incazzare non poco ^^). Ma non sono qui a fare recensioni che potete trovare a bizzeffe sul web scritte anche meglio e con più dettagli di quanto io non potrei fare, quindi veniamo al dunque.

Installazione di Ubuntu 10.04 Beta 2 da pendrive USB

Ormai ho praticamente smesso di usare il lettore dvd che addirittura sul mio portatile manca del tutto, vista inoltre la maggiore velocità di accesso dati di una penna usb ho deciso di installare Ubuntu da pendrive. Nessun procedimento strano, ma il semplice utilizzo di un software davvero ottimo, che permette di scaricare e installare automaticamente su chiavetta una distribuzione linux tra una vasta lista in cui troviamo tra gli altri Puppy Linux, Debian, Suse, Ubuntu…. si tratta di UNetbootin.

Una volta aperto il programma possiamo scegliere dall’elenco a tendina una distribuzione che verrà scaricata automaticamente oppure selezionare una iso. Io ho scaricato manualmente la beta di Ubuntu (visto che ancora non era presente nell’elenco) e l’ho data in pasto a UNetbootin che si è poi preoccupato di rendere avviabile la pendrive e copiarci dentro i file della ISO.

Reboot con la pendrive inserita, parte il bootloader inserito da UNetbootin (selezionate default dal menù che compare) e dopo qualche istante di pazienza sono sul desktop di Ubuntu, tutto senza stress.

Disco non visto dall’installer di Ubuntu e installazione manuale Grub 2

I problemi giungono cercando di installare Ubuntu su disco: i passaggi per l’installazione sono semplici e bene o male ricalcano il sistema delle precedenti versioni, tuttavia sui due hard disk presenti nel mio pc non viene visto quello in cui voglio caricare il sistema… piuttosto seccante… anche perchè il disco poteva benissimo essere montato e utilizzato al di fuori del processo di installazione.

Qualche ricerca e scopro che tutto deriva dal fatto che i due dischi sono su due controller raid, per rendere anche il secondo disco visibile è bastato dare il seguente comando:

sudo apt-get remove dmraid

L’installazione riparte e termina senza altri problemi. Tuttavia al riavvio, forse per il fatto che è stata usata una pendrive per lanciare la live o forse perchè la partizione di Ubuntu non è la prima dell’hd, mi rendo conto che il bootmanager di Ubuntu (Grub2) non è stato installato (o più probabilmente è stato installato nel posto sbagliato) e mi parte come al solito il caro XP. Si deve quindi far ripartire la Live da chiavetta USB e installarlo manualmente nel disco giusto. Ho trovato questa guida passo passo per installare manualmente Grub2, ma ho dovuto fare una piccola modifica ai comandi perchè tutto andasse a buon fine, penso che possiate seguire quanto segue senza problemi:

Anzitutto bisogna avere consapevolezza degli identificativi che sono assegnati dal sistema ai dischi (e alle partizioni), a tal proposito possiamo digitare:

sudo fdisk -l

Ma anche più semplice di questo può essere aprire GParted e avere una rappresentazione grafica dei dischi con i nomi delle partizioni. Nel mio caso il disco in questione era sdb, con al suo interno una prima partizione di windows (sdb1) e una in cui era stato installato Ubuntu (sdb2), più una partizione di swap (sdb3).

Ora montiamo la partizione di Ubuntu (da me sdb2, voi sostituitela con la vostra):

sudo mount -rw /dev/sdb2 /mnt
sudo mount -rw --bind /dev  /mnt/dev
sudo mount -rw --bind /proc /mnt/proc

Facciamo in modo di non dover mettere ogni volta la password di root (se vi è stata chiesta, ma se siete da live credo sia superfluo, tuttavia non mi sono discostato dalla procedura passo passo e quindi riporto tutto lo stesso):

sudo chroot /mnt

A questo punto installiamo Grub con:

grub-install /dev/sdb

Usciamo da chroot e smontiamo tutto:

exit
sudo umount /mnt/dev
sudo umount /mnt/proc
sudo umount /mnt

e riavviamo.

Ora pensavo di dover reimpostare i nomi delle partizioni all’interno di Grub, invece tutto è partito normalmente e senza dover fare altro.

That’s all, buona fortuna…

SMS gratis (o quasi): Vyke VS Skebby

Update: In una prima versione del post avevo scritto che Vyke non consentiva la visualizzazione del mittente negli sms inviati, mentre invece compare correttamente! Mi scuso e correggo il testo.


Update 06/06/2010: Il prezzo degli sms di vyke vengono calcolati in dollari US, quindi al cambio attuale (che rispetto a qualche mese fa vede l’euro penalizzato) sono aumentati i costi per ogni sms che passano da poco più di 4 a 7 cent, allineandosi con skebby che ora, a mio parere, risulta il miglior servizio per qualità del servizio, costi e programma per cellulare che ha raggiunto un discreto livello di sviluppo risolvendo i bug più noiosi.

Oggi vi illustro due servizi che consentono di abbattere il costo degli sms in modo sensibile rispetto alle tariffe standard degli operatori mobili.

Vyke e Skebby sono due alternative per mandare sms da web e, ovviamente, da cellulare tramite una piccola applicazione che si preoccupa di inviare il nostro sms sempre sfruttando la rete internet (e qui casca l’asino, perchè senza un piano tariffario adeguato si rischia di spendere molto più di un sms normale per via della scarsa convenienza del costo di connessioni a internet via cellulare, ma con qualche accortezza la cosa è evitabile).  Basta registrarsi e ricaricare il nostro account in stile “prepagata” per essere subito operativi e inviare sms anche direttamente dalla loro pagina web.  Ho avuto modo di provarli entrambi e volevo fare una breve analisi per illustrare pregi e difetti delle due offerte.

Skebby
Vyke
Costo per sms (senza mittente)
6
ND
Costo per sms (con mittente)
7
4
Costo per sms (ad altro utente del servizo)
0
0
KB/SMS (con applicativo mobile)
Tra 1 e 2 KB*
Tra 3 e 4 KB
SMS da web
SMS da cellulare
Funzionalità e facilità di utilizzo software
7.5/10
7/10

* La disconnessione automatica sembra essere una funzione ancora con qualche pecca, se non dovesse funzionare e doveste essere voi a disconnettere manualmente, si potrebbe arrivare anche a 2,5-3,5 KB scambiati.

Vyke

Vyke viene dalla Norvegia, oltre all’invio di sms presenta anche servizi per la telefonia con tariffe interessanti soprattutto per le chiamate internazionali (anche se non ho avuto modo di testare queste funzionalità). Il costo per sms è 4 cent di Euro con visualizzazione mittente corretta da parte del ricevente, e su questo fronte batte l’avversario.  L’applicazione per cellulare è molto invadente e povera di opzioni, cerca sempre di connettersi a internet (non le piace proprio restare offline!), gira sempre in background e una volta inviato il messaggio (l’invio “consuma” circa 3,0/4,0 KB di dati, relativamente tanto) resta connesso inviando e ricevendo KB di dati, secondo me inutilmente,  consumando soldi e batteria, e costringendoci di fatto a chiudere manualmente la connessione dopo l’invio di ciascun messaggio. Altra piccola pecca, che poteva essere un pregio,  il fatto che il software possa subentrare automaticamente all’invio di ogni sms e bypassare l’operatore,  solo che non è possibile scegliere di volta in volta se mandare il messaggio con vyke o con la sim, quindi o tutti o nessuno (nel senso che si deve andare a mandarlo dal programma stesso).

Sebbene un po’ scomodo i prezzi inferiori all’avversario potrebbero fare la differenza per molti e far dimenticare gli smanettamenti necessari con il loro software. Via web invece nessun problema, si accede al sito, si fa il login e si può subito scrivere il messaggio che viene immediatamente inviato e ricevuto.

Presente inoltre la possibilità di mandare messaggi totalmente gratis ai contatti in rubrica che utilizzino anch’essi Vyke, in questo caso serve una connessione pressochè permanente a internet e i messaggi si avvicinano più al concetto di chat che di sms…

Skebby

Skebby è tutto italiano, incentrato totalmente sul servizio di invio sms. Il metodo di funzionamento è pressochè identico al rivale, con account e funzionamento stile “prepagata”, possibilità di invio sms dal sito e software per cellulare. Sono previsti due tipi di sms: a 6 cent (non viene visualizzato il mittente) e 7 cent (il messaggio è identico a quello mandato tramite operatore, ossia compare il destinatario può leggere il mittente correttamente), presenti anche gli sms gratuiti verso utenti skebby, sempre tramite cellulare con connessione persistente a internet. Interessante anche il fatto che ogni giorno si possono inviare dal sito e dall’applicazione facebook fino a 3 sms gratis (uno dal primo e due dal secondo) di lunghezza max 120 caratteri. Il software per cellulare è molto ben curato (solo piccoli bug minori), è capace di disconnettersi appena inviato l’sms, riducendo al minimo il traffico utilizzato (anche se questa opzione sembra non funzionare sempre, almeno sul mio nokia dove ha funzionato solo per un breve periodo), le opzioni sono molte di più rispetto a Vyke e il tutto è ben adattabile alle proprie esigenze.

La versione provata per nokia alla prima configurazione si connette a internet senza chiedere nulla (e questo è male) scambiando qualcosa come 10KB di dati per effettuare operazioni preliminari, dopodichè viene sempre segnalato il tentativo di connessione e l’invio di un sms consta in circa 1,1/1,5 KB scambiati con la rete (se la disconnessione automatica non funziona si arriva anche a 2,5/3,5 KB).

Se non avete offerte particolari e volete provare a risparmiare qualche euro vi consiglio di provare questi due servizi.

Se voleste provare Skebby, potete registrarvi passando attraverso questo blog, clickando sul banner che trovate a sinistra (se hai installato AdBlock e/o non riesci a vedere il banner potete alternativamente clickare qui). Riceverete 5 sms in omaggio!


Trucco per caricare foto più velocemente su facebook

Se avete provato a caricare foto su facebook fresche fresche di fotocamera, a meno di connessioni decisamente prestanti avrete dovuto aspettare parecchi minuti, se non ore intere nell’attesa che tutte le immagini venissero trasferite sul sito.
Con un piccolo stratagemma si possono caricare decine se non centinaia di foto in pochissimo tempo.
Se avete notato, infatti, una volta caricate le immagini vengono ridimensionate, quindi voi caricate una mega foto pesantissima che poi viene ridotta ai minimi termini… ma allora perchè non ridurla prima di dimensione (e di peso) e caricare foto che pesano infinitamente meno, riducendo drasticamente i tempi di caricamento?
Mediante un programmino, PIXresizer, è possibile in pochissimi click ottenere una copia light delle nostre foto.

Questa utility ha un’interfaccia un po’ spartana ma svolge egregiamente il suo sporco lavoro ;-)
La prima scheda permette di lavorare su una singola immagine, invece andando su “Work with multiple files” è possibile lavorare, appunto, con più immagini, ridimensionandole in blocco.
Analizziamo la schermata che abbiamo davanti e vediamo di indicare anche ai meno pratici i passi per ottene il miglior risultato:

Nella prima sezione (1. Select source and destination) selezionate la cartella contenente tutte le vostre foto (Source), una di destinazione che conterrà le nuove copie (che non sia la stessa!) (Destination), includendo se volete tutte le sottocartelle (spuntate in questo caso “Subfolders“) e magari anche mantenendo la struttura delle sottocartelle (spuntate Copy Directory Structure).

Ora la seconda sezione (2. Select new size). Facebook, ad oggi che scrivo l’articolo, non mostra immagini più grandi di 720 pixel sul lato più lungo, quindi agiamo di conseguenza impostando il valore a 720.

Nella terza sezione (3. Select new size) decidiamo il formato finale delle nostre foto, consiglio di lasciare JPEG per questioni di rapporto peso/qualità.

Ora premiamo il tasto “Save Pictures” e, appena il processo sarà finito, troveremo nella cartella che abbiamo indicato tutte le nostre foto pronte per essere caricate ^^

Il sistema è utile anche per inviare numerose foto via mail visto che spesso gli allegati non devono superare una certa dimensione (facilmente raggiungibile con una manciata di immagini in alta definizione).

Verso iGoogle, tutto il web in una pagina

L’essere umano 2.0 utilizza ogni giorno molteplici servizi offerti dal web e può trovarsi in difficoltà a doverli gestire tutti contemporaneamente.

Twitter, facebook, magari più account mail (gmail, hotmail, yahoo…), a controllarli tutti ci vuole tempo, e può diventare parecchio noioso dover accedere a ciascuno dei relativi siti magari più volte al giorno.

Pensate di poter, da una sola pagina web, tenere sotto controllo tutto il vostro mondo da cibernauti. La cosa risulta possibile grazie agli infiniti “gadget” da aggiungere alla pagina personale iGoogle che integrano le più svariate funzionalità, dalle più banali alle più utili, in particolare ho trovato grandiosi quegli addon che consentono di mostrare le caselle di posta sparse tra i vari gmail, hotmail e compagnia bella, oltre che agli ultimi aggiornamenti sugli account dei nostri social network preferiti. Basta avere un account google, e attivare il servizio iGoogle, direi che poi impostarla come homepage è d’obbligo.

Il risultato è questo (come vedete posso controllare facebook e le mail di yahoo, gmail e hotmail senza muovermi dalla mia home):

Schermata di www.google.it/ig/

Schermata di www.google.it/ig/

E questa è la pagina dei gadget, per qualsiasi esigenza:

Pagina dei gadget

Pagina dei gadget

Ovviamente il tutto si può condire con l’aggiunta di qualche lettore di feed rss sparsi nella pagina, ma vedo la cosa abbastanza inutile vista la qualità dei lettori applicativi dedicati come FeedDemon, se poi possono sincronizzarsi con GoogleReader… una chicca XD

Fondere due volti: come saranno i vostri figli?

Vi segnalo www.morphthing.com, sito che permette di selezionare due foto da un vasto archivio di volti di personaggi famosi (oppure di caricarne di proprie) e letteralmente fonderle insieme (tutto online in puro stile web 2.0). In particolare la funzione Morph a Baby ci mostra come saranno i nostri figli XD Davvero divertente e semplice da usare!

Commenti scomodi censurati sul sito “Il Giornale” #001

Che fosse un giornalaccio da supermercato ce lo hanno detto anche dall’estero, che fosse un quotidiano che (comicamente) si professa libero (di essere schiavo) già lo avevamo capito, ma che censurassero i commenti scomodi (specialmente quelli che potrebbero far smuovere i neuroni dei lettori convinti di leggere un’informazione vera e oggettiva), questo non ce lo aspettavamo.

Il sistema dei commenti sul sito www.ilgiornale.it prevede l’approvazione preventiva (che cosa curiosa), quindi, se non si va a violare una serie di regole, il commento, per correttezza, va pubblicato. Ma evidentemente questo sfugge all’omino nerdoso pagato anche coi soldi dei contribuenti che sta lì, 24 ore su 24, a snocciolare decine e decine di risposte ai penosi articoli che passano su questa protesi cartacea di Berlusconi.

Più di una volta le mie osservazioni non sono state pubblicate, commenti che riportavano i fatti puri e semplici e che mostravano l’ovvia e palese faziosità e inconsistenza giornalistica degli articoli presenti sul sito. Non entro nel merito della qualità dei singoli contenuti (che qualsiasi persona con un minimo di onestà intellettuale (perfino di destra) può verificare da se), ma voglio comunque rendere pubblico quello che OrzoBimbo e la sua ciurma hanno sapientemente oscurato, per non turbare le fragili menti assopite dei poverelli che se la cantano e se la suonano tra loro nei commenti degli articoli.


Commento delle 9.30 circa del 18/04/09 all’articolo “Santoro, l’ultima bugia sul Giornale “Poveretti? Mai usato quella parola”"

Bla bla bla… dalla trasmissione sono arrivate accuse precise, e qui leggo il solito articolo alla berluscones che monta su un caso senza parlare di contenuti. L’unica cosa che siete riusciti a smentire è una parola: “poveretti”. Beh dai, siamo a buon punto, considerato che Travaglio vi smonta interi articoli alla volta con dati alla mano. La verità è che 12 anni fa eravate voi a fare la parte di annozero, solo che nessuno vi ha minacciato ed eravate anzi fieri nel denunciare le inadempienze(?) dei soccorsi. Oggi che a essere criticati non sono stati tanto i soccorsi in sè, quanto invece l’organizzazione iniziale, ecco la vergogna e l’indignazione che scorrono a fiumi. Sarà che al governo c’è il vostro Santo patrono? Ma cosa vado a pensare, sarà una coincidenza… vero?


Che se la siano presa per il “berluscones”? Non credo, visto che gente che da dei terroristi a Travaglio e Santoro passa tranquillamente il filtro censorio…

Amsn 0.98b svn: immagini più grandi in lista contatti.

Avevamo già trattato come ingrandire le immagini della lista contatti in amsn, tuttavia con l’uscita della versione 0.98 (attualmente in beta) questo trucco sembra non funzionare più a dovere.

Il problema è generato dall’aggiunta di nuove immagini alla skin di default che necessitano anche loro di essere forzate a dimensione maggiore.

Scaricate dunque questo nuovo set di immagini che andremo a sostituire alle originali della skin di default. (le immagini fanno schifo e sono prese da skin diverse in quanto non ho avuto tempo di farle da me, ma in attesa di qualcosa di meglio vi dovrete accontentare o disegnarvele voi stessi).

Scompattate tutto in una cartella e copiatele al posto delle originali in /usr/share/amsn/skins/default/pixmaps/

Per comodità, essendo i file destinatari protetti, usate questo comando per aprire il file manager con i dovuti permessi e trascinare semplicemente le immagini nella cartella:

sudo nautilus /usr/share/amsn/skins/default/pixmaps/

Abbiamo finito, ora abbiamo nuovamente la lista contatti a dimensione 64×64 pixel (ribadisco, per dimensioni maggiori vi basterà aumentare la grandezza delle immagini o sostituirle con altre della dimensione voluta).

Giusto per completezza, le immagini incriminate che necessitano la modifica sono:


away.png
away_emblem.png
baway.png
bbusy.png
blocked.png
blocked_emblem.png
blocked_off.png
blocked_offline.png
boffline.png
bonline.png
busy.png
busy_emblem.png
daway.png
dbrb.png
dbusy.png
dhidden.png
dinactive.png
dlunch.png
doffline.png
donline.png
dphone.png
idle.png
offline.png
online.png
webmsn.png

Enjoy.

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Amsn: immagini più grandi in lista contatti e nick colorati.

Update: la seconda parte della guida, che spiega come aumentare la dimensione delle immagini della contact list, non funziona con la versione 0.98, se la state usando seguite questa guida.

Nel passaggio da Windows a Ubuntu spesso per l’utente medio è traumatico l’abbandono del client Microsoft Windows Live Messenger, le alternative open source nel tempo si sono diversificate e migliorate.

Inizialmente ho provato client multi-protocollo, ma le funzionalità specifiche per Live Messenger erano limitate. Sono passato poi a emesene, molto leggero e simile all’originale Microsoft, ma ad oggi presenta numerosi malfunzionamenti davvero irritanti. Mi sono lanciato allora su Amsn, ottimo come aspetto e funzioni, senza i numerosi bug che (ad oggi) affliggono il rivale, seppur un po’ più avido di risorse (ram in primis).

L’interfaccia è molto piacevole, ma una cosa che mi ha lasciato un po’ amareggiato era l’impossibilità di aumentare la dimensione delle immagini degli utenti nella lista contatti, le quali risultavano inguardabili a una dimensione di 22×22 pixel, e la non immediata presenza della possibilità di vedere correttamente i nick colorati creati con formattazione Msn Plus!.

Per questo inconveniente basta installare il plugin ColoredNicks scompattando la cartella compressa in

/home/nome_utente/.amsn/plugins

Qui di seguito invece vi mostro la soluzione al problema, che vi permetterà di aumentare la dimensione degli avatar nella contact list a 64×64 pixel.

Anzitutto dovete aver installata una skin che poi andremo a modificare. Qui potete trovare un ampio elenco, io vi consiglio “aMsn Live!” per avere una piacevole interfaccia molto simile al Live Messenger originale.  Scaricate il file compresso e scompattate la cartella al suo interno in

/home/nome_utente/.amsn/skins

(la cartella amsn è nascosta, potete visualizzarla da nautilus premendo CTRL+h).

Ora andiamo a modificare questa skin per forzare la dimensione degli avatar. Scaricate questo file, contiene le immagini modificate da andare a sostituire alle omonime nel percorso

/home/nome_utente/.amsn/skins/aMSN Live-1.0/pixmaps

Abbiamo praticamente finito, apriamo Amsn, andiamo su “Account->Seleziona le skin” e selezioniamo la nostra skin modificata.  Abilitiamo la visualizzazione delle immagini nella lista contatti tramite “Account->Preferenze->Interfaccia->Mostra l’immagine dei contatti nella Lista Contatti”.

Ora riavviamo il programma e godiamoci le immagini dei nostri contatti a grandezza ottimale.

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Asus K8V Deluxe e Ubuntu (jack microfono frontale)

Dopo infiniti tentativi, tra le combinazioni di settaggi audio e test di registrazione, sono finalmente riuscito a trovare le giuste impostazioni per far funzionare sotto Ubuntu Hardy Heron il connettore frontale del case per l’acquisizione audio (microfono) della motherboard Asus K8V Deluxe così da aprire la possibilità di utilizzare skype senza dover fare il contorsionista nel cercare di inserire i jack dietro al pc (anche se poi su skype non c’è anima viva tra le persone che conosco… ma vabbè…). Qui i rapidi passaggi per chi avesse questa scheda madre e per me, nel momento in cui malauguratamente mi dovessi ritrovare punto a capo a seguito di un bel formattone.

Anzitutto apriamo il registratore di suoni da “Applicazioni->Audio e Video->Registratore di Suoni”
Da qui andiamo su “File->Apri Regolazione volume” in modo da avere la schermata seguente davanti a voi:

schermata

Ora selezionamo, dalla finestra inferiore “File->Cambia dispositivo” e selezionamo la prima opzione: Via 8237 (Alsa mixer)
Dal Menu “Modifica->Preferenze” spuntate le voci che non vedete in finestra così da poterle comparare alle seguenti e settarle di conseguenza:

011

022

03

04

Tutto dovrebbe essere configurato a dovere, proviamo a fare una breve registrazione con il registratore di suoni e a eseguirla per verificare il corretto funzionamento del microfono.

Enjoy.

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Divedere un pdf in più files sotto Ubuntu

I cellulari di oggi sono dei veri e propri computer portatili, per l’università ho comprato l’E61 della Nokia, un gioiellino.
Quando sono fuori porta lo uso per sfogliarmi un po’ di slide o documenti in pdf dei corsi che seguo, ma spesso, se il file è ricco di immagini (con un peso che supera i 2MB circa) è possibile che la memoria ram del cellulare non sia sufficiente e il pdf reader utilizzato ritorni un errore.

Per ovviare il problema è possibile “splittare” il documento in più pdf, rendendo così i singoli file più leggeri e visualizzabili anche dal nostro cellulare.

Da Ubuntu ho utilizzato con estrema soddisfazione pdftk, molto semplice e funzionale, vediamo come procedere per dividere un ebook da 600 pagine in file da 200 pagine ciascuno:

Installiamo il programma con:

sudo apt-get install pdftk

Da linea di comando posizioniamoci nella cartella che contiene il file incriminato, una volta dentro diamo il comando

pdftk file_sorgente.pdf cat 1-200 output primo_file.pdf

Ossia diciamo al programma di creare un nuovo file “primo_file.pdf” contenente le pagine da 1 a 200 (“cat 1-200″) del file sorgente (file_sorgente.pdf), proseguiamo con le restanti:

pdftk file_sorgente.pdf cat 201-400 output secondo_file.pdf
pdftk file_sorgente.pdf cat 401-end output terzo_file.pdf

Semplicemente alla fine indichiamo con “end” la fine del file.

Mettiamo i nuovi pdf splittati sul cellulare, proviamo ad aprirli, tutto dovrebbe ora funzionare.

Può capitare che la prima pagina del pdf sia una copertina, ossia sia un’immagine che occupa tutta la prima pagina e che il cellulare non riesca ad visualizzarla anche se il file è piuttosto contenuto come dimensione. Semplicemente allora per la creazione del primo file saltiamo la prima pagina del documento originale:

pdftk file_sorgente.pdf cat 2-200 output primo_file.pdf

Buona lettura ;-)

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La Camera su YouTube… partita col piede sbagliato.

Da ieri è aperto su youtube il canale ufficiale della camera dei deputati.
C’è da fare un distinguo su quale vuole essere lo scopo di questa trovata: visto il precedente Gelmini, che spacciava (e spaccia tuttora) pura e semplice propaganda per volontà di confrontarsi con i cittadini, le premesse non erano buone e storcere il naso è la naturale reazione alla decisione della nuova apertura della camera dei deputati.
Ma, come dice Fini, non partiamo con pregiudizi, e analiziamo i fatti, partendo proprio dal testo del suo discorso introduttivo:

Benvenuti, se siete naviganti di Youtube

-Perchè? Se non lo sono? Se lo sto guardando da un altro sito? Vabbè, non stiamo a mettere i puntini sulle i…-

abbiamo aperto il sito, anche noi, la camera dei deputati.
-Non è un sito, è un canale ospitato da una piattaforma, il sito della camera dei deputati già c’è da un pezzo-

Qualcuno potrà pensare: ecco ci mancava anche la camera dei deputati,
-Infatti-

in realtà è una sfida, lo dico con grande franchezza; Su Youtube circola anche tanta porcheria, qualcuno penserà: “ecco la dimostrazione di una porcheria”. Però, prima di giudicare, cercate di conoscerci.
-Leggendo “Se li conosci li eviti” di Travaglio passa la voglia anche di fare quello, caro il mio Fini-

Perchè questa volontà di apertura, di trasparenza, di far capire che il palazzo, la camera, non è il concentrato delle negatività,
-Ma me lo dici o me lo domandi?-

c’abbiamo i nostri problemi, però è qui che si fanno le leggi. Sarebbe bello se soprattutto i ragazzi prima di dire che la politica è una cosa sporca cercassero di capire come funzionano le istituzioni, come lavorano le commissioni, l’aula, come si fanno le leggi.

-Già, perchè vedere risse, spumante a fiumi, insulti, criminali e imputati che parlano a nome di un Paese fa capire bene cosa gira lì dentro…-

La camera dei deputati non è solo il luogo dove si fanno le leggi, è un luogo in cui ogni giorno o quasi ci sono iniziative, mostre, eventi, sono tante occasioni per aprire una finestra (questa è la grande importanza della rete) sul mondo.
-Accidenti, non è che avete anche il negozio di souvenir?-

E allora la nostra è una scommessa, una scommessa all’insegna della trasparenza, all’insegna della volontà di farci conoscere.
Ho detto un’altra volta: non è vero che i giovani non amano la politica, è che la politica non si fa conoscere, non si fa capire dai giovani. Oggi la tecnologia ci consente di utilizzare anche questi strumenti molto nuovi,

-Parla come un nonno che accende per la prima volta un pc-

ci siamo detti: “Perchè non approfittarne?”. Questa è la nostra sfida, a voi la risposta. Comunque benvenuti.

Ecco, partiamo dalla fine: sarebbe molto bello poter rispondere, peccato che i commenti sono previa approvazione, e ancora non se ne vede manco uno pubblicato. Adesso vorrei sapere:
-Perchè questa fobia dei commenti? La Gelmini era partita in quarta con il filtraggio, capendo poi che era un suicidio stare lì a controllare migliaia di commenti, tanto che si è arresa e adesso sono tutti a pubblicazione immediata. Cos’è? Avete paura che qualcuno vi mandi a fare in culo? Che paura!!
-Chi li approva i commenti? State dicendo che pagate coi soldi pubblci un tizio per cliccare come un ossesso sul mouse tutto il giorno? Complimentoni!
-Alla faccia del coraggio: filtraggio commenti, votazioni disattivate (si saranno spaventati a vedere le votazioni del canale della Gelmini) e video di risposta disattivati (sia mai che qualcuno che mette la faccia e vi sputtana venga visto da tutto l’internet, vero?).

Insomma, qui si parte col piede sbagliato… a parte il fatto che già dal discorso introduttivo traspare l’ignoranza tecnologica del parlamento e la scarsa propensione a ricevere valutazioni, critiche e commenti su questa iniziativa, io mi dico una cosa… ma a cosa serve il canale su youtube se già c’è il sito della camera che raccoglie le sedute più recenti in formato video e quelle più vecchie in formato testo?

Mah… mi diranno…

Roberto Cassinelli e la “salva blog”

Il senatore del PDL Cassinelli si è fatto garante della battaglia contro la legge Levi che prevedeva una sorta di registrazione obbligatoria per ogni blog, a dimostrazione della volontà di controllare anche l’ultimo mezzo di informazione che per ora non può essere monopolizzato da i soliti noti. Questa nuova proposta sembra ricalcare tuttavia il solito sistema, figlio del connubio tra destra e pseudo-sinistra: la sparo grossissima, la gente si incazza, propongo un’altra legge meno schifosa dell’altra, la gente accetta pur di non avere il male peggiore, così ottengo ciò che volevo e passo per il salvatore.
QUI potete scaricare il testo originale del deputato Cassinelli, QUI potete leggere sul suo blog ciò che intende fare e i commenti (pochissimi perchè in stragrande maggioranza filtrati (per non dire censurati)). Vengono accettati commenti e suggerimenti sulla proposta di legge, ma il parere del cittadino non ha la garanzia di diventare pubblico, nè tantomeno ha possibilità di essere fonte di dibattimento vista la grandissima difficoltà a far comparire un messaggio sul blog del suddetto.
Di mio ho mandato una mail, un commento sul blog e ho tentato senza successo di aggiungere l’Avvocato su facebook per avere un contatto più diretto.
Pubblico la mia mail così da rendere pubblico ciò che penso di questa legge, spero poi di vedere nei prossimi momenti il mio commento firmato Anywhere88 sul blog.
—–
MAIL del 22/11/2008 a salvablog@robertocassinelli.it:
—–
Oggetto:Critica costruttiva… speriamo‏
—–
Caro Roberto,
a fronte dei milioni di insulti che probabilmente riceverai volevo cercare di essere il meno distruttivo possibile e farti notare qualche incoerenza nel tuo ddl (che ho voluto leggere prima di arrivare a qualsivoglia conclusione).
Il principio che ti muove, a quanto dici, è molto nobile: aggiornare una legge fatta quando internet ancora non esisteva ed evitare qualsivoglia dannosa interpretazione sulla natura della rete.

Ora, le tue parole sono: “Lo scopo di tale proposta è quello di cancellare definitivamente ogni obbligo di registrazione per tutti i blog, le comunità virtuali ed in generale per i siti amatoriali. L’obbligo, invece, non è cancellato per i giornali on-line gestiti in modo professionale.”

E già mi sono detto… giornali on-line gestiti in modo professionale… andiamo a vedere cosa intende per “giornali on-line gestiti in modo professionale”.
Cito:

a) il gestore o gli autori delle
pagine sono riconducibili a testate per le quali si appli-
cano le disposizioni di cui all’articolo 5 della legge 8
febbraio 1948, n. 47, o sono legati ad una di esse da
vincoli professionali;

Quindi il giornalista che vuole approfondire un suo articolo o scrivere qualcosa che sul giornale per cui lavora non potrà mai finire dovrebbe fare registrare il suo blog come giornale online? Il buon senso dice di no: è una pagina personale, opinioni personali, perchè deve pagare il fatto che fuori dalla rete lavora per un giornale? Dovrebbe dimettersi per poter dire qualcosa magari di scomodo?

“Il prodotto editoriale pubblicato sulla rete internet è
sottoposto agli obblighi previsti dall’articolo 5 della
legge 8 febbraio 1948, n. 47, se … b) il gestore o gli autori delle pa-
gine ne traggono profitto; … d) l’intestazione delle pagine riporta diciture che
le rendano analoghe o simili a prodotti editoriali svi-
luppati su supporto cartaceo per i quali si applicano le
disposizioni di cui all’articolo 5 della legge 8 febbraio
1948, n. 47, (“quotidiano”, “periodico”, “settimanale”,
“mensile”, “rivista”, “giornale” ed altre diciture che, nel
linguaggio comune, abbiano simile significato; … f) il gestore o gli autori
delle pagine percepiscono compensi periodici o saltuari
per la propria attività di gestione o redazione delle
stesse; g) il gestore o gli autori delle pagine vendono
direttamente, o comunque percepiscono compensi cor-
relati alla vendita di inserzioni pubblicitarie all’interno
delle pagine medesime.”

Credo che il vero nodo da sciogliere sia su chi deve pagare delle tasse su queste attività (è esatto?), visto che una legge sulla diffamazione già c’è (e per un attimo non voglio pensare che sia un modo per imbavagliare la rete, visto che QUALCUNO non la può controllare).
Tuttavia mi chiedo se i blog tu li frequenti davvero, il perchè si dovrebbe capire da solo: a quanto scrivi il povero cristiano che nel tempo libero scrive sul suo blog opinioni e articoli sui più svariati temi, rimane fregato appena mette a disposizione la possibilità di ricevere donazioni, o qualche google adsense, o qualche banner di siti partner, o appena mette nel titolo del blog la parola “quotidiano”; cosa dovrebbe fare? Iscriversi in qualche lista e pagare puntualmente una tassa?
Il problema che poni è importante, a fronte di uno sviluppo sempre maggiore di internet e delle sue potenzialità è giusto che chi svolge attività professionali possa pagare i giusti contributi allo Stato sulle sue opere. Ma è una cosa che va discussa in maniera estremamente approfondita.

In concreto ti propongo, se davvero sei in buona fede:
1-comincia con il liberare ALMENO il meccanismo delle donazioni dall’elenco dei “profitti”;
2-lascia stare il povero giornalista che trova su internet lo spazio per dire ciò che sui quotidiani ufficiali non potrebbe mai dire.
3-Astieniti dal presentare ddl che abbiamo visto con che facilità divengono legge in questo periodo Veltrusconiano e discutine prima con noi che con il parlamento.

PS: l’email è un sistema troppo “chiuso” per discutere apertamente di questa cosa (così come i commenti sugli interventi del tuo blog che mi pare di aver capito necessitino di preventiva approvazione), ti consiglio di aprire un post magari su un forum, in modo che chiunque possa dare il suo contributo senza che il suo commento debba essere filtrato e approvato prima della pubblicazione.

Sperando che tu sia davvero in buona fede… buon lavoro.

Anywhere

Personalità artificiale

Mi sto cominciando ad interessare seriamente all’intelligenza artificiale e mi rendo conto, purtroppo, che sono veramente pochi quelli che con tale termine intendono qualcosa che sia il più possibile vicino all’intelligenza umana. La stragrande maggioranza di siti e forum trattano o di ai limitatamente a un preciso ambito (ad esempio videogiochi) oppure puntano alla realizzazione dei cosiddetti chatbot, che chiamano “personalità virtuali”. Di personalità questi programmi hanno davvero ben poco e a dire il vero rispecchiano alla perfezione l’esperimento mentale della stanza cinese.

Questi chatbot hanno un prontuario immenso di frasi preconfezionate e analizzando nel dettaglio di che cosa si sta parlando, scelgono la frase che più si adatta come risposta e la propinano. Zero autonomia decisionale, zero apprendimento diretto, zero capacità di relazionare cause ed effetti, zero coscienza di cosa stanno dicendo (se i programmatori dicessero di rispondere “cacca popò” a “come stai?” lo farebbero senza problemi), nessuna consapevolezza di concetti come ad esempio i numeri (se gli chiedete quanto fa 2+2 aggira l’ostacolo dicendo “non sono una calcolatrice”, in effetti una calcolatrice sarebbe anche meglio). Insomma, puntano a illudere che ci sia qualcosa di intelligente, ma in realtà scrivono un programma come word o internet explorer, solo con una funzione diversa.

Il fatto è che comunque si dovrà sempre “programmare” questa intelligenza per rispondere secondo criteri puramente matematici (non sarebbe intelligenza se rispondesse a caso) e di conseguenza in qualche modo prevedibili, del resto la difficoltà cui si va incontro non può essere una scusa per realizzare un sistema tanto inutile e piatto come un chatbot.

Inizio quindi un progetto che sicuramente durerà anni (avendo a disposizione pochissimo tempo e altrettante poche risorse è inevitabile) e che punta alla realizzazione di un’entità virtuale che possa rispondere e dialogare con un utente senza che questi riesca a capire se si tratta di un essere umano o di una macchina. Progetto estremamente ambizioso ma secondo me fattibile.

Si partirà inevitabilmente dalla realizzazione di un sistema di pura interazione linguistica che possa analizzare frasi estraendone la struttura e il significato, parallelamente si inizierà a realizzare la parte “intelligente” vera e propria, che porterà a un elaborazione di una risposta plausibile all’input dell’utente.

Il progetto parte da zero, considerando anche la pressochè totale assenza sul web di risorse o altri progetti simili che possano in qualche modo essere utili alla realizzazione di una nuova personalità artificiale.

Tagoo, ProjectPlaylist, Imeem, musica online…

Stanno nascendo come funghi siti interi sullo stile Songbird, ossia risorse sul web che permettono di generare playlist riproducibili dal browser direttamente in un player flash. Qualunque sia l’artista che volete ascoltare, basta digitare il titolo della canzone (o il nome dell’album o dell’artista) e subito arriva un elenco di mp3 dislocati su tutto il web (da siti comuni, a pagine personali, a blog…). Potrete crearvi dunque la vostra lista di canzoni preferite tramite iscrizione gratuita sul relativo sito, e ascoltarle ogni volta che lo vorrete, rigorosamente in streaming, senza scaricare nulla.

I servizi che vi consiglio di provare sono:

Tagoo: carino, essenziale, permette anche di scaricare gli mp3, ma i risultati non sono molto accurati a mio parere e la gestione playlist è parecchio migliorabile.

Imeem: sebra carino, ma non sono riuscito a provarlo per via di un problema con il plugin flash sotto ubuntu, se qualcuno a cui va vuole provarlo…

ProjectPlaylist: è forse il migliore, semplice e veloce, mi sono piantato su questo ;-)

Buon’ascolto.

Free Streaming

Mentre il fenomeno si allarga a vista d’occhio, approfitto della fine degli esami per consigliarvi un sito che prende il posto di TV-Live (i cui film e serie tv sono misteriosamente scomparse per un oscuro motivo non rivelabile a noi mortali). Si parla di You and Us, niente di più che un semplice forum in cui trovare i link a film e serie tv ospitate sui server di megavideo e veho. Non credo di esagerare quando dico che sono ormai centinaia i film, e altrettanti i telefilm (tutto rigorosamente in italiano) che si possono guardare grazie ai collegamenti del sito.

Che dire? Godiamocelo finchè dura…

Hardy Heron (Ubuntu 8.04), errori di memoria all’avvio del cd-live

Se non riuscite nemmeno a far partire la live da cd perchè a un certo punto del caricamento vi compaiono infiniti errori di memoria o se a seguito dell’aggiornamento da 7.10 a 8.04 le unità ottiche (cd, dvd, masterizzatore) fanno le bizze, editate la stringa di grub usata per il boot, e aggiungete “all_generic_ide”, senza virgolette.

Anche se il problema pare essersi risolto con il primo aggiornamento del kernel (update: non si è risolto nulla, brucia tutti i dvd che si cerca di masterizzare), di fatto su molte macchine questo errore impedisce persino di installare la nuova Ubuntu. E pensare che su launchpad avevano liquidato il tutto con “hai masterizzato male il cd”… yeah…

Alternativa ad Azureus

Per il download dei torrent mi sono da sempre affidato ad azureus, benchè nell’ultimo periodo si sia integrato con la piattaforma vuze facendolo apparire un po’ troppo carico.

Tuttavia, al di là della completezza e delle velocità raggiunte a mio parere ineguagliabili, se aveva sotto windows un consumo di ram ragionevole nell’ordine delle decine di MB, sotto linux la ram utilizzata era schifosamente alta, spesso superiore ai 200MB, rendendolo di fatto pesantissimo. Ho trovato quindi l’alternativa migliore, che più si avvicina all’interfaccia e alle funzioni di Azureus.

Dimenticatevi l’orrendo bittorrent, di default in gutsy, che la metà delle volte neanche riesce a beccare il tracker, e scaricate Deluge. Scritto in python, è molto ma molto leggero in confronto alla bestia in java, scarica che è un piacere, tanti i plugin (per limitare la velocità o per le statistiche di rete ad esempio) e di davvero semplice utilizzo. Facilmente reperibile dai repository, da getdeb, o dal sito ufficiale per la versione più aggiornata.

Gdesklets funzionanti (?) su Gutsy AMD64 (64 bit)

EDIT 1- Pare che per qualche strano motivo il sistema funzioni una sola volta, al successivo riavvio del sistema o di gdesklets, i problemi tornano… stay tuned.

Finalmente riesco a far partire le gdesklets su un 64bit.

Solitamente al comando da terminale “gdesklets” l’output era il seguente:

Partenza di gdesklets-daemon…
Connessione al demone [ ### ]
==========================================================[05/28/08-19:55:29]===
Could not import tiling module!

Cannot establish connection to daemon: timeout!
The log file might help you solving the problem.

Dunque mi sono ritrovato a vagare sul web fino a trovare, un po’ da solo un po’ seguendo consigli, la soluzione.

Anzitutto scordatevi la versione 0.35 nei repository di ubuntu, non funzionano. Scaricate e compilate una versione successiva (io ho svolto il procedimento con l’attuale 0.36, se vi serve il .deb chiedete, a breve lo renderò disponibile online), installato il tutto, avrete probabilmente ancora un errore del tipo:

Partenza di gdesklets-daemon…
Connesso al demone in 1606 millisecondi

==========================================================[05/28/08-19:54:22]===
=== Unhandled error! Something bad and unexpected happened. ===

[EXC]
in /usr/local/bin/gdesklets: line 393 <module>
in /usr/local/bin/gdesklets: line 268 parse_command
in /usr/local/bin/gdesklets: line 177 __open_profile
in /usr/local/bin/gdesklets: line 167 __client_daemon
in /usr/local/lib/gdesklets/main/client.py: line 208 set_remove_command
in /usr/local/lib/gdesklets/main/client.py: line 38 __send
in /usr/local/lib/gdesklets/utils/xdr.py: line 75 recv
[EXC]/usr/local/lib/gdesklets/utils/xdr.py

[---] 70 chunk = “”
[---] 71 while (True):
[---] 72 try:
[---] 73 length = ord(s.recv(1))
[---] 74 except:
[ERR]> 75 raise XDRError
[---] 76
[---] 77 if (length): chunk += s.recv(length)
[---] 78
[---] 79 flag = s.recv(1)
[---] 80 if (flag == _CONT): continue
[---] 81

Non disperate, date da terminale:

sudo gedit

e aprite i seguenti file:

/usr/local/lib/gdesklets/gdesklets
/usr/local/lib/gdesklets/gdesklets-shell
/usr/local/lib/gdesklets/gdesklets-daemon
/usr/local/lib/gdesklets/gdesklets-migration-tool

nella prima linea di ognuno di questi file sostituite la dicitura “python” con “python2.5″ (niente virgolette chiaramente).

è sottinteso che abbiate installata la versione 2.5 di python, se così non è installate il suddetto da synaptic.

Ora salvate i file modificati e uscite. Al comando gdesklets, il programma partirà.

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